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RAPACI, PREDATORI, NOCIVI
Nei primi anni dell’Orsa, parliamo di più di trenta anni fa, molti animali della nostra fauna erano considerati “nocivi”. Nel senso che questi si potevano uccidere con ogni mezzo: fucili, trappole, veleni, lacci, tagliole, e anche distruggendo i loro nidi e le loro tane, eliminando i piccoli e le uova.
Vittime di questa persecuzione (naturalmente sostenuta e condotta dai cacciatori) erano lupi e volpi, gatti selvatici e lontre, ma anche aquile e falchi, gufi e poiane, corvi imperiali e sparvieri.E molte specie stavano arrivando all’estinzione: tra questi i lupi e le lontre, i gatti selvatici e i gufi reali. Anche le aquile erano ridotte a poche coppie nei luoghi più selvaggi delle Alpi, degli Appennini e delle Isole.Poi, poco a poco, le varie Associazioni che sostengono l’Orsa fin dal primo numero (WWF, LIPU, Federnatura eccetera) s’impegnarono, con battaglie e campagne di stampa, per cercare di far cambiare le leggi.
Ci vollero anni ed anni e tante iniziative, ma poi le cose iniziarono a cambiare. Vennero varate nuove leggi che tolsero a queste specie la definizioni di “nocive”, altre che ne vietarono la caccia e la cattura, altre che proibirono l’uso di bocconi avvelenati e di trappole, altre ancora che stabilirono si dovessero risarcire i danni che lupi ed orsi arrecavano agli allevamenti.
Poi furono aumentate le pene per i bracconieri e si crearono molte zone protette (Parchi Nazionali, Riserve Naturali, Oasi di Protezione) in cui tutti gli animali furono tutelati.
Così oggi non è più così raro vedere in cielo il volo di un’aquila, sentire di notte l’ululato dei lupi, assistere alle battaglie autunnali dei cervi come quelli fotografati dal papà di Caterina Indelli che possiamo ammirare a pagina 4 .
In tutta questa lunga e faticosa battaglia, noi dell’Orsa abbiamo occupato un posto non secondario, grazie anche a coloro che ci hanno sostenuto.
E di questo dobbiamo andare orgogliosi. |